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San Pardo


BREVI CENNI STORICI

Sulla vita di San Pardo esistono due fonti storiche in latino; un'agiografia ingenua, di tono popolaresco, di ignoto autore, probabilmente dei sec. X-XI, ed un'altra scritta da Rodoino, levita della Chiesa di Larino, su richiesta di una matrona del luogo, Mirata. Nella narrazione della vita del santo, la seconda versione non si discosta da quella anonima, anzi ne è talvolta un rifacimento prolisso: il prologo lungo, ornato di reminiscenze classiche e bibliche, rende manifesta l'intenzione di un latino elegante ed erudito. Il lavoro di Rodoino è da attribuire ad epoca piuttosto tarda, probabilmente tra il sec. XV e XVI; tuttavia scapita nel confronto con la grazia e l'ingenuità dell'ignoto autore.
Le due fonti, però, non indicano con precisione l'epoca in cui visse San Pardo: di qui la discordanza fra chi la riporta al secolo III e chi, invece, al VI secolo, ai tempi di Gregorio Magno. La eruditissima disamina del Tria (un vescovo del Settecento, autore di una documentata storia di Larino, nella quale sono riportate anche le due fonti precisate) ci fa propendere per la seconda congettura.

Pardo, vescovo di una Diocesi del Peloponneso (Grecia), per le virtù mirabilmente praticate, si attirò l'odio e le persecuzioni dei cattivi: ma tutto pazientemente sopportò. Costretto dalla violenza dei nemici di Cristo, già avanzato negli anni e malato, si recò a Roma, ove fu accolto con molti onori dal Papa, dal quale ottenne di ritirarsi a vita eremitica, nei pressi della città di Lucera. Nelle più aspre penitenze, nell'assidua preghiera, nel lavoro apostolico presso i molti Greci immigrati nella Puglia, consumò gli ultimi anni della sua vita, e costruì due magnifiche Chiese nuove.
Morì il 17 ottobre del 650.
Quando i Saraceni distrussero la grande e ricca città di Larino, verso l'anno 840, gli abitanti di Lesina e Lucera rapirono dalla distrutta Chiesa i corpi dei Santi Martiri Larinesi: Primiano, Firmiano e Casto. Nell'inseguire i rapitori, i superstiti abitanti di Larino trovarono nelle vicinanze di Lucera il sepolcro di San Pardo ed il corpo dell'antico vescovo fu trasportato, su di un carro ricoperto di fiori, a Larino.
E' evidente che, accanto ad un fondo indubbiamente storico, vi sono elementi di leggenda: a distanza di secoli, la tradizione della vita di San Pardo e della traslazione del suo corpo è ancora vivissima nella memoria popolare. La cerimonia festiva si ripete invariabilmente, da secoli, nei giorni 25, 26 e 27 maggio.

 
PREGHIERA A SAN PARDO

O zelantissimo San Pardo, Tu nella cura delle anime e Tè dal Signore affidate mostrasti un ardentissimo zelo e nei travagli pastorali un'invitta pazienza e adesione alla divina volontà, impetra anche a noi la grazia di coltivare le anime nostre, osservando esattamente la Legge divina, e di vivere e morire rassegnati alla volontà del nostro Dio.
Gloria
O umile e penitente San Pardo, per apparecchiarti a ben morire rinunziasti al Vescovato e intraprendesti una vita di penitente eremita, impetraci che, a Tuo esempio, viviamo col pensiero rivolto all'eternità, nell'attesa dei beni perenni del Cielo.
Gloria
O nostro Protettore San Pardo, Tu amasti con filiale e tenero affetto la Gran Madre di Dio, Maria Santissima, ed innalzasti a Suo onore un tempio di grande splendore, impetra a noi di vivere sempre da veri devoti della nostra celeste Madre e di venire un giorno nel Cielo a cantare insieme con Tè le Sue lodi.
Gloria
Prega per noi, o San Pardo
Affinchè siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO: O Dio, luce e pastore dei credenti, che hai chiamato San Pardo Vescovo a illuminare la comunità Cristiana con la parola e a formarla con la testimonianza della vita, fa che custodiamo la fede che ci ha insegnato e seguiamo la via che ha tracciato con l'esempio.
Per Cristo nostro Signore

 
INNO A SAN PARDO
1 Le voci alziam di giubilo
A Dio che Pardo elesse
Larino per proteggere;
E con le voci stesse
Lodiam l'alto Signore,
Che a Pardo Protettore
Di gloria un serto da,
Che nel cader dei secoli
Immoto resterà.
3
E di Larino il popolo
Un dì si mosse armato,
E presso di Lucera
Quel corpo venerato
Rapì devoto e pio;
E per voler di Dio
Fu nostro protettor
A Lui è dovuto il cantico
Del grato nostro cor.
       
2 Fu Pardo il Santo Apostolo
Della Moresca gente,
Che, a Cristo ribellandosi,
Quel buon pastore paziente,
Mentre che pasce e regge
II suo diletto gregge,
Ingrata discacciò:
Ma l'ospitale Dàunia
Asilo a lui prestò.
4
Pardo, ci sii propizio
Innanzi al divin trono;
Imploraci le grazie,
C'implora Tu il perdono;
Tu ci proteggi in vita,
Tu ci concedi aita,
Ci guidi alla virtù;
E cessi in noi del vizio
La dura servitù.
 
SAN PRIMIANO, FIRMIANO E CASTO

Prima ancora che le reliquie di San Pardo giungessero a Larino (anno 842), i tre Fratelli Larinesi Martiri, Primiano, Firmiano e Casto, erano già venerati nella gloria dei vincitori con Cristo Signore.
Se qualcuno ci chiedesse: "San Pardo o i Santi Martiri?" Noi senza esitazione risponderemmo: " Tutti e quattro! San Pardo, San Primiano, San Firmiano e San Casto".
Il primo è il Padre della Chiesa di Larino, gli altri sono i figli della stessa Chiesa, certamente i più nobili, quelli che hanno dato più lustro alla Madre. Non si può scegliere tra padre e figli perchè ambedue sono importanti per formare la famiglia.


Autore: Ferdinando De Fenza
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